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“Torrent Patagonia Patagonia “Torrent Patagonia Giacca Giacca Giacca “Torrent MIRABOLANO

(Prunus cerasifera)
Il mirabolano da seme è ancora il più utilizzato, benché abbia mostrato vari inconvenienti, essendo in genere una popolazione di individui eterogenei: impianti difformi, fenomeni di disaffinità con ingrossamenti al punto d’innesto, scollamento tra i bionti, sviluppo di polloni radicali. Si adatta però a quasi tutti i tipi di terreno, anche se argillosi e resiste bene alla siccità e al calcare.

MIRABOLANO 29C

(selezione di Prunus cerasifera)
Buona adattabilità di vari tipi di terreni, e una certa resistenza all’asfissia radicale. Con diverse cultivar saggiate ha manifestato quasi sempre buona affinità e un’attività pollonifera contenuta. In genere, conferisce alle piante vigoria elevata, accompagnata da precoce entrata in produzione, buona efficienza produttiva ed elevata pezzatura dei frutti.

ISHTARA® Ferciana

(P. cerasifera x P. persica)
Ibrido di origine francese. Dalle esperienze sperimentali, ha dimostrato di conferire alle piante uno sviluppo inferiore al mirabolano, ma un buon rinnovo vegetativo e un discreto sviluppo del tronco. Ha dimostrato di adattarsi bene anche ai terreni pesanti, purché freschi o irrigati, di avere buona affinità con le principali cultivar coltivate e un’attività pollonifera contenuta. Induce precoce messa a frutto, rese elevata, con frutti di buona pezzatura, E’ pensabile ipotizzare un suo impiego in sostituzione di MRS 2/5 anche in terreni marginali per controllare l’equilibrio vegeto-produttivo di cultivar vigorose.

Giacca Giacca Giacca “Torrent Patagonia Patagonia Patagonia “Torrent “Torrent Come scegliere il Portainnesto

Alla pari della scelta varietale, anche la scelta del portainnesto è determinante.
Prima di decidere occorre valutare attentamente diversi parametri. Di seguito, un breve vademecum:

Il portainnesto deve essere:

  1. Adeguato al terreno e al clima in cui la pianta dovrà produrre;
  2. Il più affine possibile alla cultivar innestata per evitare ogni sintomo che anche una parziale non affinità potrebbe comportare;
  3. Sano, come la cultivar innestata.

Occorre considerare attentamente:

  1. Lo sviluppo della cultivar innestata e, conseguentemente, in rapporto al portainnesto, lo sviluppo intero della pianta;
  2. La forma di allevamento e tutte le operazioni colturali conseguenti;
  3. La longevità dell’impianto;
  4. La resistenza del portainnesto a determinate malattie;
  5. La relazione tra la messa in produzione della cultivar, la produttività, il frutto ecc..

Solo l’esattezza di queste soluzioni sono garanzia di risultati apprezzabili. A supporto del coltivatore e del tecnico è indispensabile la professionalità del vivaista, che attraverso il proprio prodotto deve rispondere alle richieste sempre più specifiche del mercato offrendo al contempo la più completa garanzia fitosanitaria.

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